CALONEGO

dadgad guitar music

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fotografia di Renzo Chiesa

BIOGRAFIA (per gli addetti ai lavori) 

 

Sergio Arturo Calonego suona la chitarra utilizzando esclusivamente un'accordatura modale (DADGAD). Con un approccio informale e intuitivo ha costruito un linguaggio contaminato da influenze che vanno dal blues al jazz alla musica latina, etnica e classica. In concerto trasforma il suo strumento in una piccola orchestra con una tecnica che abbraccia il nuovo e le tecniche contemporanee di chitarra senza dimenticare la tradizione. Le sue composizioni raccontano la musica dei paesi che ha visitato nei suoi viaggi. Ha all'attivo un’importante attività concertistica che lo ha portato a esibirsi in live club e prestigiosi festival dedicati alla chitarra, world music e canzone d'auote. E' stato premiato da Mogol con una Targa SIAE, dall'ADGPA (Atkins Dadì Guitar Players Association) che ha rappresentato in Francia al Festival de la guitare de Issoudun, e da Franco Mussida (PFM) con il riconoscimento “L’Artista che non c’era” per la musica strumentale. Ha collaborato alla musica di  "Body&Sound" il film del regista Alberto Nacci premiato all'Hollywood Film Festival di Los Angeles. Ha realizzato tre dischi personali di chitarra: Marinere, Dadigadì e Frontera.

CHI SONO  (per gli amici)

Sono passati tanti anni ormai ma un giorno, mentre mi recavo all'estero, il motore del Boeing 747 su cui stavo viaggiando ha preso fuoco mentre eravamo sul mare. Blu il cielo, blu il mare. Era tutto blu. Ci siamo salvati. Quando sono tornato in Italia ho comprato una chitarra acustica e ho cominciato a suonarla con una accordatura di derivazione araba. Suonare un pezzo di legno mi faceva stare bene. Sono rimasto più di dieci anni a suonare nel mio bagno. Un giorno, inaspettatamente, qualcuno si è accorto di me. Poi sono successe delle cose. Qui e sul mio canale YouTube "Calonego Music" parlo proprio di questo. Ho alle spalle ormai più di 800 concerti, in Italia e all'estero, ma la verità è che non mi sono mai sentito un vero chitarrista. Mi sento più un fotografo. Nelle mie composizioni evoco immagini dei miei viaggi e della natura da cui trae ispirazione la mia musica. Cosa ho imparato in questi anni? Ho imparato a rispettare i viaggi di tutti, ho imparato che la chitarra è un'amica preziosa e che il mio colore preferito è il giallo. 

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