CALONEGO

Acoustic Music

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INCONTRI 

(piccole storie, fotografie, concerti e incontri di viaggio )

 

Mogol, Franco Mussida, Davide Van de Sfroos, Francois Sciortino, Egle Sommacal, Eugenio Finardi, Marco Ferradini, Lucio Salvini, Phil Palmer, Pietro Nobile, Tullio de Piscopo, Enrico Rava, Claudio Fasoli, Giovanni Monteforte, Franco Cerri, Alberto Radius, Toto Cutugno, Francesco Magni, Antonio Silva, Gigi Cifarelli, Randolph Matthews, Fabio Treves, Joho Manson, Malcom Holcombe, Lillo Rogati, Marco Limido, Giancarlo Crea, Charlie Cannon, Lillidy Blues Band, Marcus Eaton, Calexico, Darragh O’Neill, Walter Muto, Teo Manzo, Alberto Nacci, Francesco Piu, Maurizio Glielmo “il Gnola”, Marco Limido, Jared Tyler,  Fabio Bommarito, Richard Hoover, SimonLuca Favata, Jono Manson, Garland Jeffreys, Bocephus King, Carlo Prandini & la Patty, Daniele Reggi, DePedro (Calexico), Seba Pezzani, Piergiulio Fritz Frigerio, i Tonnuti, Dario Ravelli, Sister & Frank, Mao Medici, Riccardo Comper, Daniele Milione, Sid Sydney, Luk Tavecchia, Gianni Zuretti, Francesco Paracchini, Adrien Janiak, Valerio Santagostino, Stefano Cesana, Alberto Grollo, Giovanni Pelosi, Dario Fornara, Davide Sgorlon, Gavino Loche, Giorgio Cordini, AFC, Enrico Cipollini, Faido, Dente, Gianni Quintavalle, Luigi Tempera  .. (pagina in costruzione)           

PIETRO NOBILE

PIETRO NOBILE

Tullio De Piscopo

Tullio De Piscopo

Toto Cutugno

Toto Cutugno

Marino & Alberto

Marino & Alberto

Marco Ferradini

Marco Ferradini

Lucio Salvini

Lucio Salvini

Gigi Cifarelli

Gigi Cifarelli

Randolph Matthews

Randolph Matthews

Fabio Treves & Ale

Treves Blues Band

Charlie Cannon

Charlie Cannon

Islanda 1998

Islanda 1998

BAKTRAPACK

Ho iniziato a suonare la chitarra acustica al mio rientro da Cuba senza alcuna intenzione concertistica né didattica. E’ stato uno studio clandestino, quasi da amante perché mi ritrovavo a suonare elettrico nei concerti insieme ai progetti musicali che seguivo e poi a giocare con la chitarra acustica nel bagno di casa. Non frequentando scuole mi sono evoluto da solo e ho risolto a modo mio problemi formali e d'impostazione. Ho suonato la chitarra, da solo, nel mio bagno per dieci anni. Non volendo dare troppe spiegazioni sull’argomento ho sempre chiamato il mio bagno  Baktrapack. 

BLUES & CANZONE D’AUTORE  (1992-2012)

Sono autore SIAE dalla metà degli anni '90 ed ho collaborato con importanti musicisti nell’ambito della scena blues e della canzone d’autore esibendomi nei più importanti live club dell’epoca nell’area milanese fra i quali mi piace ricordare il Capolinea, le Scimmie, il GrilloParlante e All’unaetrentacinquecirca, il live club gestito dall’amico Carlo Prandini. Ho suonato in Italia, in Svizzera, per due anni in Islanda partecipando alla realizzazione di cinque dischi in qualità di autore e strumentista: “Roulette” (1998/Lillidy Blues Band), “Distratto a Sud” (2008/Arturo Fiesta Circo), “Freego” (2009/AFC), “E lo chiamerai Giovanni” (2010/Arturo Fiesta Circo), “Pablo” (2012/ Arturo Fiesta Circo). In questo periodo il mio strumento è stato la chitarra elettrica.

L'INCIDENTE AEREO (2014)

Il 16 luglio del 2004 uno dei due motori del Boeing 747 che mi sta portando all’Avana prende fuoco sul mare. Il comandante ci salva con un atterraggio di emergenza evitando l’ammaraggio. Questo avvenimento viene ripreso da tutte le testate giornalistiche e televisive nazionali. Si tratta di una esperienza forte che all’epoca cercai di minimizzare ma che, oggi lo riconosco, ha lasciato tracce profonde dentro di me.  Sull’isola incontrai musicisti di habanera e son tradizionale che si esibivano con strumenti acustici. Al rientro in Italia decisi di acquistare una chitarra acustica.

DADGAD

Questa accordatura per la verità mi fu mostrata per la prima volta da Paolo Zanni liutaio e caro amico complice del mio passaggio dalla chitarra elettrica a quella acustica. E’ una accordatura nota ed utilizzata nella musica celtica ma è portatrice di profumi ed evocazioni arabe e mediterranee. Amo la tensione che si genera sulla chitarra accordata in questo modo e nel tempo è diventato quasi un bisogno fisico. Ho dovuto ridisegnare il mio modo di suonare, disimparare tutto quello che sapevo, ricostruire il mio approccio sullo strumento e cambiare persino la postura. Alla fine di questo periodo mi sono trovato così comodo che ha cessato di essere un'accordatura alternativa ed è diventata il mio modo di camminare.

PIERRE BENSUSAN

Una tappa simbolica che mi piace ricordare. Nel 2006 un amico mi regalò il biglietto per un concerto di Pierre Bensusan, un chitarrista francese di origini algerine che è considerato giustamente uno di più ispirati ambasciatori della DADGAD. A quell’epoca conoscevo già l’esistenza di questa accordatura ma, in tutta onestà, non avevo considerato che potesse diventare il mio vestito. Quel concerto di fatto ha cambiato la mia attitudine sullo strumento e soprattutto il mio approccio alla musica. Quella sera, tornato a casa, ho riaccordato la chitarra e ho cominciato a demolire tutte le certezze che avevo. Questo periodo di distruzione e ricostruzione di un modello è stato fondamentale per il mio viaggio.

ISSOUDUN, LA FRANCIA

Nel 2014, era una sera di maggio, ho ricevuto da Mogol una targa SIAE. Me l’ha consegnata lui personalmente regalandomi parole che ricorderò sempre. Da quel giorno, di fatto, sono uscito dal bagno o meglio la mia musica lo ha fatto per me. Fino ad allora l’avevo suonata da solo nel mio bagno di Baktrapack. Per la verità Mogol me lo disse. Mi disse che la mia musica non avrebbe venduto milioni di dischi ma che, da quel giorno grazie a quel titolo, sarebbe stata notata da qualcuno in più. Qualcuno si è accordo del mio viaggio, gli addetti ai lavori e le riviste sicuramente, e non ho venduto milioni di dischi. Aveva ragione lui. 

PHIL PALMER

Un giorno sono stato invitato a partecipare a un concerto all’Alcatraz di Milano. Avrei dovuto suonare due brani del disco di Arianna Antinori. Arianna mi aveva chiamato perché voleva un tocco di esotismo in due suoi brani durante il concerto. Alle prove generali mi trovai circondato da musicisti bravissimi e molto preparati. Mi sentivo decisamente fuori posto ormai non più abituato a suonare in “ensemble”. Suonare con una accordatura diversa dagli altri musicisti tra l’altro non aiuta molto. I musicisti mi fecero stare a mio agio da subito e Carlo de Bei, grande chitarrista e coordinatore dell’ensemble in quella occasione, addirittura mi aiutò molto nelle parti ritmiche. Alla fine del mio set Phil Palmer mi avvicina e mi sussurra “ .. You are great ”. Magari lo dice a tutti ma a me ha fatto un piacere immenso.

MOGOL

Nel 2014, era una sera di maggio, ho ricevuto da Mogol una targa SIAE. Me l’ha consegnata lui personalmente regalandomi parole che ricorderò sempre. Da quel giorno, di fatto, sono uscito dal bagno o meglio la mia musica lo ha fatto per me. Fino ad allora l’avevo suonata da solo nel mio bagno di Baktrapack. Per la verità Mogol me lo disse. Mi disse che la mia musica non avrebbe venduto milioni di dischi ma che, da quel giorno grazie a quel titolo, sarebbe stata notata da qualcuno in più. Qualcuno si è accordo del mio viaggio, gli addetti ai lavori e le riviste sicuramente, e non ho venduto milioni di dischi. Aveva ragione lui. 

DAVIDE VAN DE SFROOS

Mogol mi aveva consegnato la Targa SIAE da qualche settimana, nel giro di un paio di settimane vengo contattato suonare in Club Tenco Ascolta e all’Expo Tour di Davide Van De Sfroos. Fino a quel momento non credevo che avesse molto senso suonare questa musica fuori dal mio bagno, lontano da Baktrapack. Ad ogni modo, nel dubbio, accettai. Conobbi Davide il giorno del concerto. Persona squisita, amante delle chitarre e, come me genitore, abbiamo parlato di chitarre e di bambini. Arrivò quindi il momento del concerto e, sono sincero, non avevo neanche le idee chiare di quello che avrei fatto. Lui salì sul palco e mi presentò in questo modo. Ricordo che salii sul palco e vidi un muro di gente. Mi sono sentito abbracciato e, per la prima volta, cominciai a prendere in considerazione che, nel mio bagno di Baktrapack, non avevo lavorato poi così male. (VIDEO)

OPEN ACT

Aprire concerti mi ha insegnato molte cose. Si impara a fare sound check brevi ma efficaci perché, inutile negarlo, il fonico è concentrato sull’artista titolare del concerto. Si impara a gestire il palco da non protagonisti perché, inutile negarlo, il pubblico non è venuto al concerto per noi e di conseguenza si impara a scegliere i brani da mettere in scaletta perché quei 5/6 brani che ti vengono concessi devono raccontare il meglio di te. Ho imparato molto aprendo i concerti di artisti americani di area blues ma anche di cantautori e fra questi mi piace ricordare i concerti di Davide Van De Sfroos, Eugenio Finardi, Malcolm Holcombe, Garland Jeffreys e uno splendido concerto all’Alcatraz di Milano che, grazie ad Arianna Antinori mi ha permesso di salire sul palco prima di Tullio De Piscopo e di riceverne i complimenti. 

AMICI CHITARRISTI

Suono la chitarra per cui si da per scontato che io sia un chitarrista. In verità io sono autodidatta, non conosco le partiture, ho una conoscenza davvero basilare dell’armonia e della didattica, non do lezioni e, last but not least, le mie chitarre sono sempre accordate in dadgad, un’accordatura di derivazione araba.  Se a questo aggiungo che, da sempre, i miei ascolti sono più focalizzati sui pianisti, amo Bill Evans, Oscar Peterson, Glen Gould, Stefano Bollani e Paolo Conte la frittata è fatta. Nonostante queste distanze il mondo della chitarra mi ha accolto con simpatia. E’ un mondo che si è accorto di me quando sono stato premiato dall’Atkins Dadi Guitar Players Association e, credo, abbia apprezzato il mio voler ritagliarmi il ruolo di fotografo di suoni o evocazioni sonore e di viaggi con la chitarra.